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Orrido di botri e ponte del diavolo

La Garfagnana si trova in Toscana, in provincia di Lucca tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, ed è attraversata dal fiume Serchio.

È una regione montagnosa, umida, con piogge frequenti. In mezzo a queste cime si dipanano fiumi, gole e strettoie (famose le grotte del vento si trovano non lontano da Gallicano).

Ma ci sono due attrazioni che attirano gli “ecoturisti” in queste zone. La prima più culturale e di rapida fruizione, la seconda più impegnativa. Partendo presto la mattina si possono fare entrambe in una giornata, meglio se calda, di fine luglio.

Il Ponte del Diavolo è una costruzione del 1100, anche se il suo aspetto è successivo, tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300. Si trova sul fiume Serchio all’altezza di Ponte a Mozzano. Il vero nome sarebbe Ponte della Maddalena ma una leggenda popolare ha fatto sì che arrivasse fino ai giorni nostri con questo nome così suggestivo.

Ci si arriva provenendo da Lucca lungo la strada statale SS12: a un certo punto si trova di fronte questo ponte che pare sfidare la legge di gravità. E’ composto da cinque arcate asimmetriche. La più grande ha un’ampiezza di circa 40 metri ed una altezza di 18,5 metri. Arrivare in cima alle due arcate più ampie di questo ponte può provocare un attraversamento da capogiro.

Salire sul punto più alto può essere impegnativo per chi soffre di vertigini, ma è sicuramente emozionante.

Per ammirare la seconda tappa della gita bisogna proseguire la strada statale, e prima di arrivare a Bagni di Lucca svoltare a sinistra verso la Garfagnana e subito dopo pochi chilometri risvoltare a destra verso la località Tereglio. Si prosegue per circa 20 km oltrepassando il bivio per Tereglio e dopo poco si trovano le indicazioni per l’Orrido di Botri (a sinistra). Non bisogna spaventarsi se si percorre un lungo pezzo di una strada che sembra abbandonata.
La Riserva Naturale protetta dell’Orrido di Botri si trova in comune di Bagni di Lucca, in Val Fegana.

L’Orrido di Botri è una specie di canyon scavato nella roccia, che scorre fra 2 pareti alte centinaia di metri, sul fondo del quale si trova un corso d’acqua: il rio Pelago.

E’ possibile risalire tutto il canyon (circa 4 km) camminando nell’acqua (gelida) tramite un percorso che puo’ durare 2 ore (la tratta più breve) o 4 ore (per arrivare fino alla cascata finale). Proseguire il percorso è possibile solo se si è dotati dell’attrezzatura necessaria all’arrampicata (funi, paletti).

La passeggiata è abbastanza impegnativa, non tanto dal punto di vista fisico quanto mentale: bisogna stare molto attenti a non scivolare sulle rocce umide, piene di muschio. Personalmente lo sconsiglierei ai bambini, anche se ho visto diverse famiglie.

All’inizio della camminata viene fornito un caschetto giallo in caso di caduta massi, ma il pericolo più evidente è quello di rompersi qualcosa cadendo o storcersi una caviglia.

Per questo è consigliabile andare con gli scarponcini da trekking.

Una volta il percorso era guidato ma adesso è libero.

L’acqua ha una profondità variabile, da pochi cm a un metro. In genere è molto fredda perciò il periodo migliore per fare questa giornata all’orrido di Botri è sicuramente fra fine luglio e inizio agosto, quando ci si asciuga velocemente all’aria aperta. Perché è inutile (e sbagliato) pensare di non bagnarsi, anzi conviene portarsi pure un cambio di abiti asciutti. E’ un’esperienza “faticosa” ma molto bella, ne vale sicuramente la pena.

Vedi anche:
Lucca e le sue mura
Verona, l’arena, la casa di Giulietta e Romeo e il Ponte Pietra
Ascoli Piceno, per chi vuole trascorre una vacanza in città

1 Commento a “Orrido di botri e ponte del diavolo”

  1. Lucca, le mura e la piazza ovale.:

    […] lontano da Lucca, nella Valle del Serchio, consiglio di arrivare a Ponte a Mozzano per ammirare il Ponte del Diavolo. Aggiungi […]

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