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Todi e Orvieto

Una gita fuoriporta domenicale può essere composta da questo itinerario: Todi – Parco fluviale del fiume Tevere e infine Orvieto.

Che si arrivi da sud (Roma/Napoli) o da nord (Firenze/ Bologna) si può uscire comodamente a Orte e li imboccare la superstrada che porta fino a Todi, passando per Acquasparta, Sangemini, Massa Martana…

Todi è meno nota di città turistiche umbre come Assisi, Perugia o Gubbio. Ma è altrettanto affascinante. E’ piccola, sorge su un cucuzzolo come molti altri borghi in Umbria. E’ composta di tanti piccoli vicoletti che salgono e scendono, creando un vero labirinto.

Il modo migliore per visitarla è girare intorno alle sue mura, sorpassare l’imponente e originale Tempio di Santa Maria della Consolazione dalla forma rotonda, arrivare al parcheggio di Porta Orvietana e da lì prendere l’ascensore verso il centro. Gratuito, frequente, ricorda le funicolar portoghesi.

Si arriva a due passi dalla Chiesa di San Fortunato, dove è sepolto Jacopone da Todi, dominata da una grande scalinata con un bel campanile gotico visibile da lontano. Proseguendo si arriva entro breve alla piazza principale, piuttosto ampia, che comprende un Duomo piuttosto “buffo” perché ha la parte superiore “tagliata”, il palazzo del Capitano piuttosto imponente e l’adiacente Palazzo del popolo (entrambi risalgono al 1200) nel primo palazzo ha sede la pinacoteca comunale (all’ultimo piano) e il museo etrusco-romano.

il duomo di todi

Quasi di fronte al Duomo, il Palazzo dei Priori, che oggi ospita il Monte dei Paschi, con l’aquila di bronzo, stemma della città.

Sotto la piazza del Popolo alcune cisterne romane, visitabili, confermano la grande presenza dei Romani nella città di Todi e lo sviluppo di una grande città sotterranea (che si estende per chilometri).

Lasciando la città in direzione Orvieto si passa dalle dolci colline verdi di questa zona dell’Umbria, a un paesaggio molto diverso: la valle del Parco fluviale del Tevere, che in alcuni punti si stringe fino a scorrere in fondo a una stretta gola. La strada panoramica con gallerie tutte aperte ricorda un po’ la gardesana nel nord Italia.

Dopo qualche chilometro ad altitudine (800 metri) la strada si riabbassa, il panorama si allarga e la visuale spazia fino a mostrare un ampio lago artificiale fermato da una diga all’altezza di Corbara (che da anche il nome al lago). Da lì a Orvieto manca poco.

il duomo di Orvieto

Anche a Orvieto si può salire con una funicolare che porta in cima alla città costruita sul tufo. Una breve passeggiata porta al magnifico Duomo, la cui facciata dorata toglie il respiro. Il rosone dell’Orcagna, gli affreschi del Beato Angelico, di Luca Signorelli, di Gentile da Fabriano, sono solo alcuni dei motivi per cui vale una visita. Ma basterebbe l’effetto che si prova davanti all’interno così alto della chiesa (metri?), con le tre navate a righe bianche nere per capire come mai sia considerato un capolavoro dell’arte medievale.

A Orvieto ci sono diverse cose famose, da visitare, per lo più turistiche: il pozzo di San Patrizio con la struttura elicoidale, la torre del Moro, il palazzo del Popolo, la città sotterranea con via della Cava, le fornaci, le grotte, i cunicoli.. il modo migliore per apprezzare la città è perdersi fra i vicoli della città medievale e lasciarsi guidare dalla voglia di scoprire un particolare, una chiesa, un negozietto artigianale..

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