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5 + 1 buoni motivi per visitare Valencia

Delle 4 grandi città spagnole, Valencia – che si colloca al terzo posto, dopo Madrid e Barcellona, e prima di Siviglia – è certo la meno conosciuta. Da qualche anno è oggetto di un’intensa campagna di promozione turistica. Nonostante ciò, può comunque valere la pena visitarla. Ecco alcuni buoni motivi per farlo.

1) La Valencia medievale. Da non perdere assolutamente è la Lonja, un grande edificio della fine del Quattrocento, vero gioiello dell’architettura gotica, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Di grande interesse è anche la cattedrale, la Seu, risultato invero di varie fasi di costruzione dal 1200 fino al 1700, che all’interno ospita la gotica Cappella del Santo Grial (in città son convinti che il leggendario Graal sarebbe proprio quello conservato nella cappella). Belli sono anche il Micalet, torre ortogonale in gotico catalano, la Generalitat, palazzo gotico della fine del ’400, e la Torres dels Serrans, poderosa porta delle antiche mura.
2) La Valencia modernista. Per chi ama il liberty (che in Spagna chiamano modernismo), Valencia è un piccolo paradiso. Pur non avendo ovviamente i capolavori di Barcellona, nondimeno sono numerosissimi gli esempi di questa elegante architettura in città: il Mercato Centrale, il Banco de Valencia, la stazione ferroviaria… sono così tanti gli edifici liberty che camminando su e giù per il centro ne potrete vedere a sazietà!
3) L’architettura contemporanea. Che Valencia sia oggi una delle città più dinamiche ed interessanti d’Europa, lo dimostra proprio la ricchezza e la qualità della sua architettura contemporanea (che smentisce anche chi non crede capace il vecchio continente di apprezzabili risultati in questo campo). Parlo del grandioso complesso della Ciutat de les Artes i de Ciènces, con l’Hemisferic grandioso edificio a forma di occhio, l’Umbracle, il Museu de le Ciènces, il Palau de les Arts (tutti dell’architetto valenciano Santiago Calatrava) e l’Oceanografic, il più grande acquario d’Europa, che da solo meriterebbe una visita. Altrettanto notevoli sono il Palau de la Musica di Norman Forest e il Puente de la Exposicion, ancora di Calatrava,
4) La Fiesta de las Fallas. Bellissima festa d’origine medievale che si ripete ogni anno tra il febbrile entusiasmo di tutta la città. Dura una settimana e termina sempre il giorno di San Giuseppe. Le fallas sono enormi statue-pupazzi (tipo i nostri carri di carnevale) costruiti dagli abitanti dei vari quartieri in competizione fra di loro. Dopo averli fatti sfilare per giorni, infine la notte fra il 18 e il 19 marzo vengono bruciati in un grandioso spettacolo pirotecnico.
5) La comida (la cucina). Valencia è la patria della famosissima paella. Ma tante sono le specialità culinarie della città. Ingrediente dominante è proprio il riso. Difatti la città è circondata da risaie, oltre che da aranceti. Fra gli altri piatti ricordo la fideuà, una specie di paella fatta con la pasta.
6) Las chicas. Valencia conferma quanto si sostiene delle donne spagnole, del loro fascino particolare, della loro bellezza vagamente malinconica, della seducente musicalità della loro lingua. ¡Ay, me encantan las mujeres españolas, especialemente las jovenes y guapas! V’auguro fra l’altro d’avere la stessa mia eccezionale fortuna: a farmi da guida per la città è stata una mia cara amica valenciana, Marta, una giovane donna intelligente, bella e coraggiosa, simbolo perfetto di una nuova generazione di donne spagnole orgogliose, capaci ed intraprendenti.

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