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Le isole Lofoten in Norvegia

Le isole Lofoten sono situate nel nord della Norvegia, sopra il Circolo Polare Artico. Sono un gruppo di isolette che si possono raggiungere da più porti. D’inverno sono quasi isolate, ma d’estate sono prese di mira da molti turisti attratti dalla natura selvaggia e dalla pace di questi posti.

Il periodo migliore per visitare la Norvegia è metà luglio quando c’è il sole di mezzanotte, ma ancora a metà agosto è possibile avere luce fino a tardi. All’inizio la cosa può sballare un po’ i propri ritmi (si pensa di cenare alle 7 e invece si scopre che sono le 23) e creare problemi nel trovare da dormire, ma una volta capito di dover tener d’occhio sempre l’orologio, ci si abitua e si scopre il lato bello di poter girare le isole fino a tardi.

Tutte le guide descrivono l’arrivo a queste isole, come un momento molto emozionante. In effetti se ci si arriva verso sera, quando c’è ancora luce e si vede queste montagne ergersi dall’acqua calma e piatta, non si può restare indifferenti.

Una possibilità per arrivare su queste isole è prendere il traghetto da Bodo a Moskenes e poi andare verso nord, percorrendo le varie isole, collegate da ponti e persino da gallerie, fino alla capitale Svolvaer e da lì eventualmente traghettare per Skutvik.

Per dormire l’ideale è cercar posto in un Rorbuer (=una casetta dei pescatori risistemata), una di quelle costruzioni un po’ rustiche, in legno, spesso costruite su palafitte dentro l’acqua, ma in realtà dotate di tutti i comfort e ben arredate. Dormire con il rumore delle onde sulle assi di legno è piacevole.

Le isole Lofoten sono famose per la pesca e infatti nei ristoranti – attenzione agli orari – si possono assaggiare salmone, merluzzo, stoccafisso e persino la balena (per la cui caccia incontrollata i norvegesi sono tristemente famosi). Se poi è la stagione giusta, si può anche noleggiare una barca per fare whale-watching e ammirare balene e orche che nuotano in libertà.

Un paesino curioso delle isole si chiama A (scritta con il pallino sopra) che come tutti presto scoprono si pronuncia “O” (chiusa) ed è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese. Infatti A è l’ultimo villaggio dell’isola di Moskenes. Il vecchio villaggio dei pescatori è stato trasformato in un museo. Si può girellare fra il capanno dove costruivano barche, il fornaio, il fabbro e la baracca dove fanno l’olio di fegato di merluzzo (dal sapore terrificante).

Le Lofoten sono belle per le casette dei pescatori, per le scogliere con il mare selvaggio e ostile, per alcuni reperti di origine vichinga e per il senso di posto dimenticato dal mondo. E come sempre, nella nazione del camping libero, anche nel posto più impervio e battuto dai venti si trova piantata una tenda.

Fra le varie isole personalmente preferisco Moskenes, anche se non si può non sorprendersi delle spiagge “caraibiche” con mare turchese nell’isola Flakstadøy. In alcuni giorni dell’anno sono prese d’assalto da bagnanti e non pare più di essere in Norvegia.

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