Thumb tutto Thumb finanza Thumb scommesse Thumb shopping Thumb viaggi
« Rodi - Todi e Orvieto »
6su » Viaggi » Praga e la leggenda del Golem

6Su Viaggi

logo 6 su Viaggi

Praga e la leggenda del Golem

A Praga si può andare in molti modi e per tanti motivi. Ma non ci si dovrebbe mai andare senza conoscere la storia del Golem. È un antico racconto di paura, di vendetta, di morte, di pietà. Una leggenda narrata più volte e da più autori. Nel ripercorrerla seguiamo la narrazione del grande Angelo Maria Ribellino: la sua Praga Magica (pubblicato da Einaudi) è la più affascinante delle guide per visitare la capitale della Repubblica Ceca, anche se non sempre di facile lettura.

Siamo nell’anno 1580 (5340 secondo il calendario ebraico) nella città di Praga, la Praga magica e misteriosa dell’imperatore Rodolfo II, di John Dee l’occultista, dell’Arcimboldo, di Tyco Brahe, di Keplero. Il rabbino capo della comunità ebraica, Jehuda Löw, filosofo e teologo, cabalista e mago delle scienze occulte, ne è il protagonista, insieme alla creatura che plasma dalla creta, per difendere gli ebrei dai pogrom e dalle persecuzioni dei cristiani (si sa, la via dell’Inferno è lastricata dalle buone intenzioni!). Questa creatura d’argilla è il GOLEM, a cui il rabbino ha dato vita inserendogli sotto la lingua una striscia di pergamena sulla quale è scritto lo Shem, il Nome. Ha-Shem, il Nome, è uno dei Nomi di colui il primo, il vero e solo nome del Quale non si può pronunciare né scrivere mai (Dio). Ma cos’è esattamente un Golem? Un uomo artificiale, d’argilla. Un muto fantoccio di mota, servitore torvo e tardissimo, gigantesco e sproporzionato. In ebraico golem significa “grumo informe”, “embrione”, ossia ammasso di creta, qualcosa di grossolano, imperfetto, incompiuto. Una donna prima d’aver concepito, una brocca senza levigatura, nel Talmud sono definiti golem. La creazione del Golem ricalca il mito di Adamo, l’unico uomo non nato da ventre di donna, ma impastato da Dio. Il Golem è un Adamo senza soffio vitale, che solo dal Signore per l’appunto può esser dato. E come l’uomo, quando crede d’esser Dio, quando ambisce a essere Dio, produce solo mostri e tragiche parodie, così anche il Golem non è altro che la pericolosa e triste parodia d’un vero uomo. Ricorda il mito di Frankenstein. L’uomo che si erge a Creatore, credendosi onnipotente. Ma la tracotanza viene sempre punita. L’automa d’argilla sfugge infatti al controllo del suo creatore, secondo alcuni autori arrivando anche ad uccidere, bambini, cristiani, ebrei: il rabbino dovrà perciò annientarlo per evitare (ulteriori) tragedie, conseguenza di una forza che – senza controllo – sa solo distruggere.

In altre versioni di questa stessa leggenda, il Nome di Dio scelto per “animare” il fantoccio è Emeth, Verità, parola composta in ebraico da 3 lettere: Alef-Mem-Thew. In altre versioni ancora il Nome non viene scritto su una pergamena, ma direttamente tracciato dal rabbino sulla fronte del Golem. Basterà allora che Löw cancelli dalla fronte dell’automa la prima lettera: Alef. Restano Mem e Thew, le consonanti che in ebraico formano la radice della parola “morte”. E il Golem, la Morte scritta in fronte, s’accascerà al suolo, tornando quel che è sempre stato: un blocco informe d’argilla. Destino, quello di ritornar polvere, che tutti noi uomini condividiamo.

Il senso della storia è quindi un monito, un memento, come commenta lo storico Franco Cardini: la Verità finché resta sotto il controllo della saggezza anima qualsiasi cosa, ma ove sfugga al suo governo, si trasforma in una forza ingovernabile ed irragionevole, capace solo di folle distruzione, e priva del suo inizio è sinonimo di morte.
Buon viaggio, allora.

Tags: , , , , , ,

Vedi anche:
Weekend a Bratislava
Siracusa tra arte e folklore
Orrido di botri e ponte del diavolo

Scrivi un commento